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9 gennaio 2014

Testimonianze di filodiffusione in Unione Sovietica

Ecco un interessante articolo-intervista sulla filodiffusione in Unione Sovietica. Per una ragione anche politica in Unione Sovietica si preferì investire pesantemente sulla filodiffusione, questo per fare in modo che i cittadini ascoltassero solo le radio governative o comunque permesse dal governo. 

Internet radio, l'evoluzione della filodiffusione

Internet radio
Raggiungendo il suo picco di popolarità intorno alla metà degli anni '60 e poi fino alla metà degli '80, la filodiffusione era lentamente e progressivamente scomparsa dal panorama dei mezzi di comunicazione, sostituita dall'avvento delle radio in FM. Dalla fine degli anni '90, con lo sviluppo della rete internet la filodiffusione è rientrata "dalla finestra" nel mercato della comunicazione. La questione è anche di natura semantica. Che cos'è infatti lo streaming internet, riferito alla trasmissione radio, se non una sorta di evoluzione della filodiffusione? Tra l'altro oggi esistono in commercio modelli di internet radio che per certi versi assolvono la funzione che un tempo spettava ai ricevitori per filodiffusione: far ascoltare i suoni che viaggiano sul cavo telefonico. Nel caso di internet parliamo di linea ADSL o fibra ottica, nel caso della filodiffusione del classico doppino telefonico. L'evoluzione sta anche in ciò, che le internet radio di oggi, a differenza dei ricevitori per filodiffusione, possono operare anche in wireless e quindi hanno una versatilità maggiore rispetto ai filodiffusori di un tempo. Altro aspetto da non sottovalutare è la sterminata offerta radiofonica che viene garantita all'ascoltatore oggi, rispetto ai soli 6 canali della filodiffusione. Naturalmente si parla di altri tempi, però è interessante ritrovare una sorta di parallelo tra queste due forme di comunicazione, la filodiffusione e lo streaming internet, accomunate da un'unica storia.

31 dicembre 2013

Filodiffusione in Svezia

Manifesto filodiffusione
La diffusione della filodiffusione in Svezia ha seguito la storia di quella di altri paesi dell'Europa nord occidentale. Con la progressiva elettrificazione del paese ci si accorgeva che le trasmissioni in onde lunghe, medie e corte venivano spesso disturbate. Per ovviare a questo inconveniente si decise di investire nella filodiffusione. Dal 1930 iniziarono i servizi di filodiffusione, sia con la messa in commercio di apparecchi riceventi e sia con la dotazione di filodiffusione nelle nuove abitazioni. Il quartiere di Södermalm nella parte sud del centro di Stoccolma aveva molte abitazioni con filodiffusori all'interno. La crescita e gli sforzi per promuovere il servizio furono costanti già a partire dal 1946, tanto che nel 1958 si pianificava di raggiungere i 720 mila abbonati in crescita. I dati statistici dimostrano in effetti un crescente interesse nella popolazione per questo innovativo mezzo di comunicazione. Nella tabella seguente sono riportati nell'ordine: l'anno, il numero di centrali trasmittenti, gli abbonati e l'incremento abbonati annuo. La costruzioni di nuove centrali telefoniche permise la diffusione della filodiffusione in numerose regioni del paese.

          Anno       Tr.    Abb.       Incr.
  • 1946 7 2 053 -34
  • 1947 9 4 907 2 854
  • 1948         9 6 975 2 068
  • 1949 9 12 991 6 016
  • 1950 9 16 443 3 452
  • 1951 11 19 448 3 005
  • 1952 15 37 636 18 188
  • 1953 17 58 862 21 226
  • 1954 23 93 658 34 796
  • 1955 32 145 155 51 497
  • 1956 35 202 051 56 896
  • 1957 36 273 087 71 036
  • 1958 42 315 827 42 740
  • 1959 54 343 316 27 489
  • 1960 62 367 491 24 175
  • 1961 66 381 521 14 030
  • 1962 71 393 342 11 821
  • 1963 74 398 179 4 837
  • 1964 76 398 750 571
  • 1965 76 399 013 263

I canali disponibili erano due, Sveriges Radio P1 e Sveriges Radio P2. Come si può notare dalla tabella l'incremento annuo di abbonati decresce sensibilmente fino alla metà degli anni '60. Il servizio di filodiffusione viene definitivamente spento nel 1971.

28 dicembre 2013

La filodiffusione in Olanda

Ricevitore per filodiffusione in Olanda
Continuiamo il nostro viaggio nella storia, passata e recente, della filodiffusione. Questa volta ci spostiamo in Olanda. Per quanto concerne le trasmissioni in filodiffusione i Paesi Bassi cominciarono le sperimentazioni già nel 1921 quando un giovane radio amatore, A.L. Bauling, estende ai suoi vicini di casa la possibilità di ascoltare le trasmissioni radio che lui riceveva. In pratica l'idea di Bauling era quella di estendere il filo degli altoparlanti fino alle abitazioni dei suoi vicini. Nasceva così una sorta di primordiale filodiffusione. Il 15 aprile 1924 viene fondata la Radio Centrale olandese. I primi abbonati sono solo cinque e ricevono la trasmissione de La Passione secondi Matteo di Bach in un concerto dalla Chiesa di San Bavo a Haarlem. L'esperimento ha talmente successo che gli abbonati saliranno a 3.500 nelle città di Zaandam, Amsterdam, Alkmaar e Deventer. 

Nonostante la crisi degli anni trenta la popolarità della filodiffusione continua a salire. I servizi offerti consistono in due canali, mentre per la ritrasmissione di canali esteri servono particolari licenze. Sono invece proibiti i canali provenienti dai paesi del blocco Sovietico. Nel 1928 viene istituito il BERC, l'associazione dei gestori di stazioni radiofoniche per filodiffusione. L'associazione pubblica una propria rivista, Radio Centrale, che affronta temi quali il rapporto con gli ascoltatori, con il governo e lo sviluppo della filodiffusione in Olanda. I primi programmi trasmessi contenevano principalmente musica classica, tuttavia la qualità del suono non era sempre eccellente. 

Pubblicità della filodiffusione
I costi di gestione per la trasmissione in filodiffusione vengono coperti in massima parte dagli abbonamenti e dalla vendita delle riviste specializzate. Nel 1936 nasce la NOZEMA, una società di broadcasting che provvederà alla costruzione di un proprio impianto di trasmissione e trasmetterà contenuti e programmi nelle città di Delf, Enschede, Hengelo e Borne. Con l'invasione tedesca durante la seconda guerra mondiale tutte le stazioni di filodiffusione passeranno in mano al gestore statale che ridurrà le proprie trasmissioni drasticamente (alle sette di sera terminavano), oltre ad aumentare il prezzo dell'abbonamento. Già nel 1942 gli abbonati alla filodiffusione sono dimezzati. La filodiffusione è totalmente in mano alle forze di occupazione.

Dopo la seconda guerra mondiale il gestore di trasmissioni in filodiffusione, PTT, studia un grande rilancio della filodiffusione, anche per contrastare lo spostamento di ascoltatori verso la radio in AM e, successivamente, in FM. Il punto su cui batte il PTT è quello secondo il quale la filodiffusione garantisce una qualità del suono impareggiabile rispetto alle trasmissioni via antenna. Vengono immessi sul mercato nuovi ricevitori e installati direttamente nelle case di nuova costruzione. Tuttavia, nonostante i notevoli sforzi, la filodiffusione perde interesse da parte del pubblico. Si calcola che tra il 1945 e 1950 ci sono in Olanda circa 500 mila abbonati alla filodiffusione. Il video seguente è una realizzazione pubblicitaria del PTT per promuovere la filodiffusione. Come si può vedere dalle immagini il ricevitore non aveva la manopola della selezione, essa si trovava attaccata al muro.

Un ultimo tentativo di mantenere in vita la filodiffusione, e con essa le comunicazioni via cavo, viene fatta nel 1958 con la sperimentazione di trasmissioni televisive via cavo. La sperimentazione non ha successo a causa di problemi tecnici e la limitata offerta di canali televisivi. Così già dalla metà degli anni '60 si decide di eliminare gradualmente le trasmissioni in filodiffusione. L'ultima centrale trasmittente, nella città di Delft, viene spenta il 31 gennaio 1975, quando ormai il mercato radiofonico era dominato dalle onde medie, corte e dalla "nuova" banda FM. Per ulteriori informazioni sulla filodiffusione in Olanda si può consultare la pagina, e la pagina.

La filodiffusione in Lituania

Ricevitore "Riga" prodotto dalla REG
Cercando nella rete sono davvero poche le notizie storiche ed attuali sulla filodiffusione nel mondo. Eppure fortunatamente qualcosa di interessante si trova. Per esempio alcune note sulla filodiffusione in Lituania. Nel paese baltico, come in molti altri dell'ex blocco Sovietico, la filodiffusione è partita nel 1944, per ripristinare il servizio di informazione ufficiale postbellico. Inizialmente venne servita la città di Kaunas e successivamente la capitale Vilnius. Nel 1947 furono collegate in filodiffusione tutte le contee. In totali i programmi disponibili furono portati a tre, diffusi su tre canali. I nuovi canali erano in lingua lituana il primo (Pirmąja Respublikine) e il secondo in lingua russa (Mayak). Molte abitazioni, anche di nuova costruzione, furono dotate di collegamento per la filodiffusione e gli abitanti erano tenuti a pagare una tassa, anche se non possedevano un ricevitore per filodiffusione. Questo provvedimento sollevò molte proteste da parte della popolazione. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica il controllo della filodiffusione in Lituania è passato nelle mani di Teleradijokompanija Hansa. Oggi il servizio di filodiffusione è ancora attivo ma fortemente ridimensionato rispetto al passato, tuttavia vi sono ancora 6000 km di cavi telefonici utilizzati per diffondere la filodiffusione e sono circa 500 mila le persone raggiungibili dal servizio. In questa pagina alcuni modelli di ricevitori per filodiffusione messi in commercio in Lituania e nei paesi baltici.

27 dicembre 2013

La filodiffusione e la Primavera di Praga

carro armato nel centro di Praga
Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968 la forza armata del Patto di Varsavia, composta di quasi 600 mila uomini, penetrò nel territorio dell'allora Cecoslovacchia. L'obiettivo era interrompere il processo di riforma avviato dal leader comunista Alexander Dubček. L'invasione avvenne proprio nel momento in cui si riuniva il Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco, il quale fu costretto a riunirsi segretamente in una fabbrica e, nonostante le difficoltà, approvò il programma riformatore. 

La filodiffusione in Cecoslovacchia fu sviluppata sul modello sovietico, questo perché si riteneva che in caso di attacco nemico alle antenne trasmittenti in onde lunghe, medie e corte, la filodiffusione avrebbe rappresentato un sistema di trasmissione sicuro ed efficiente. Infatti fu proprio grazie alla filodiffusione che il Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco riuscì ad informare la popolazione dell'aggressione da parte delle truppe del Patto di Varsavia il 21 agosto 1968. Di solito le trasmissioni in filodiffusione terminavano alle 2 di notte, ma quel 21 agosto all' 1:55 una voce annuncia l'invasione. In questo video la registrazione dell'annuncio originale:
All'inizio della registrazione si ascolta la voce dell'annunciatore che parla dell'invasione. Dopo alcuni minuti la voce cambia, l'annuncio viene fermato e la trasmissione in filodiffusione torna in mano alle forze che supportano l'invasione.
ricevitore per filodiffusione Tesla
Negli anni '80 in Cecoslovacchia il servizio di filodiffusione offriva tre programmi. Nel complesso la filodiffusione è stata in funzione dal 1954 al 1999, quando poi è stata sostituita da altri sistemi di trasmissione per edifici pubblici e impianti sportivi.


26 dicembre 2013

Ricevitori: Minerva FD 75

Ricevitore Minerva FD75
Ricevitore dalla forma appiattita che sostanzialmente si allinea ad altri ricevitori dell'epoca. Prodotto dalla Minerva Italia nel 1975 (o comunque nei primi anni '70, anche se la Minerva era solita utilizzare l'anno di produzione nel nome dell'apparecchio), presenta i classici 6 tasti di selezione i due manopole per suono e volume. Interessante notazione sulla casa costruttrice. La Minerva era un'azienda austriaca produttrice di apparecchi radio. Nel 1936 la S.A Luigi Cozzi dell'Aquila di Milano avvia la produzione di apparecchi radio su licenza della Minerva Austria. Pur producendo gli stessi modelli della casa madre, nel tempo la Minerva Italia ha messo in commercio modelli destinati al pubblico italiano, come questo ricevitore per filodiffusione. Nel 1972 la Grundig acquista il marchio e la Minerva scompare dal mercato fino al 2007, quando la Grundig vende il marchio. Attualmente la Minerva produce solo televisori LCD. 

Ricevitori: Philips 19-RB-211

Philips 19-RB-211
Prodotto in diversi colori dalla Philips Italia, questo modello di filodiffusore ha un design accattivante che lo fa sembrare una piccola scatola. Probabilmente messo in commercio nel 1970, tuttavia il radiomuseum non ne certifica l'anno esatto di produzione. Come si vede dalla foto il ricevitore dispone di 6 tasti di selezione, corrispondenti all'offerta di canali allora disponibili e le manopole del volume e del suono. Il filodiffusore ovviamente possiede gamme d'onda lunghe, Very Low Frequency, quelli in cui era ed è trasmesso il servizio di filodiffusione.

25 dicembre 2013

Filodiffusione ieri e oggi, quali vantaggi?

ricevitore per filodiffusione
Nell'epoca ipertecnologica in cui viviamo, nel momento in cui sui telefonini è possibile navigare su internet, condividere contenuti, ascoltare musica, ha ancora senso parlare di filodiffusione? Certo, perché l'intento di questo blog non è solo quello di rinverdire la memoria di un sistema di trasmissione che pure ha avuto il suo successo, ma anche quello di analizzarne le dinamiche, i vantaggi e gli svantaggi. Forse è utile ricordare un fatto "tecnico" di notevole importanza, attraverso un esempio pratico. Il segnale filodiffuso viene inviato alla centrale Telecom (un tempo SIP) che poi dalla centrale viene allacciato alle singole abitazioni che fanno richiesta per la filodiffusione. A questo va ulteriormente aggiunto che l'allaccio viene fatto in un raggio di 5-7 Km, tale è la portata della centrale Telecom. Quindi per chiarire meglio se una strada o un quartiere della città sono coperti da una centrale che riceve il segnale filodiffuso allora si può usufruire del servizio, ma nel caso non lo fosse l'abbonamento ai servizi di filodiffusione non può essere fatto. Nel sito della Rai è specificato che la filodiffusione copre tutti (o quasi) i capoluoghi italiani (di regione, di provincia?). Il fatto è che probabilmente non tutte le parti di questi capoluoghi possono ricevere la filodiffusione. La domanda che poniamo è perché la Telecom non ha implementato il servizio e non ha "coperto" ulteriormente le città e, perché no, anche i piccoli centri? La filodiffusione è una forma di trasmissione "pulita" possibile a costi contenuti, tanto per chi si abbona, quanto per chi la fornisce. Non sarebbe sbagliato impotizzare che se la filodiffusione avesse avuto uno sviluppo più capillare sul territorio, anche l'offerta di canali e programmi sarebbe stata ampliata e diversificata.

22 dicembre 2013

Un pò di storia

Pubblicità dei ricevitori per filodiffusione
La filodiffusione viene istituita nel 1958. La Rai aveva intenzione di offrire un servizio di trasmissioni che fosse esente da disturbi ambientali, come accadeva spesso per la banda AM. Da ricordare inoltre che la band in FM non era ancora attiva. Per avviare il servizio la Rai stipula un accordo con l'allora SIP. Le prime città fornite dal servizio di filodiffusione nel 1958 sono Roma, Milano, Torino e Napoli. Le trasmissioni cominciano ad avere regolarità nel gennaio 1959. Ecco come il Radiocorriere dell'epoca descriveva la filodiffusione: "La Filodiffusione consiste nel trasmettere dei segnali acustici da un impianto trasmittente a diversi impianti riceventi per mezzo di radio onde convogliate da una rete di fili che esiste ormai in ogni città e che costituisce la rete telefonica urbana. I trasmettitori della Filodiffusione funzionano nella banda delle onde lunghe e, per ascoltare i programmi, occorre ricorrere a un apparecchio ricevente che venga collegato al filtro inserito all'arrivo della linea telefonica e utilizzare un apposito adattatore-rivelatore già provvisto di tasti per la ricezione dei 6 canali della Filodiffusione.
Proprio per i vantaggi su indicati il sistema di trasmissione è ormai molto diffuso all'estero: 300.000 utenti in Svizzera, oltre un milione in Inghilterra, circa 500.000 in Olanda, ecc."

Pubblicità filodiffusione
Sebbene non ai livelli della radio in AM (e poi in FM), tuttavia la filodiffusione vede crescere i propri abbonati durante gli anni '60, fino ad arrivare agli oltre 500.000 degli anni '80. Lo sviluppo della filodiffusione è anche legato al fatto che molti degli abbonati erano alberghi, ristoranti, bar e locali pubblici che sceglievano questo sistema per offrire ai propri clienti un ascolto di prima qualità. I canali disponibili erano in tutto sei. I primi tre canali dedicati alla ritrasmissioni di Radio Uno, Due e Tre; mente il canale 4 era dedicato alla musica leggera (chiamato anche Leggera), il 5 alla musica classica (chiamato anche Auditorium) e il 6 agli eventi speciali. Con lo sviluppo e l'ammodernamento delle linee telefoniche cresce anche la filodiffusione che si estende su tutto il territorio nazionale. Nel 1974 le trasmissioni del 5 e 6 canale (raggruppati poi nel solo canale Auditorium) vengono irradiate anche in FM a Milano, Roma, Torino e Napoli (a cui si aggoinge anche Ancona). Questi canali sono ancora oggi trasmessi nelle città citate.

Dal 1997 la filodiffusione inizia le trasmissioni in DAB e dal 1999 via internet. Nel complesso oggi la filodiffusione è ascoltabile, oltre che con i ricevitori appositi, anche su internet, via satellite, in FM (in alcune città) e sul digitale terrestre Rai.

Non vi sono dati certi su quanti siano effettivamente gli abbonati ai servizi di filodiffusione Rai, si potrebbero stimare intorno ai 170/150 mila. Ovviamente poiché l'ascolto dei canali della filodiffusione è possibile anche su internet, gli ascoltatori e gli appassionati sono molti di più degli abbonati.