La filodiffusione resiste ancora in pochi paesi del mondo, e tra questi l'Italia. Nonostante tutto mantiene ancora molti ascoltatori e cultori. Ora dato che un certo numero di ascoltatori ci sono, perché non ripensare la filodiffusione? Renderla cioè più appetibile e interessante dal punto di vista dei contenuti. Prendiamo la Rai ad esempio. I canali della filodiffusione sono due, Fd4 e Fd5. Mentre il secondo è dedicato alla musica classica e operistica, il primo somiglia molto ad un jukebox con musica a rotazione senza parlato e spot. In un certo senso Fd5 ha un suo perché, visto che la musica classica e operistica è inascoltabile in quasi tutte le radio del nostro paese, fatta eccezione per Radio Tre e qualche radio locale. Per quanto riguarda Fd4, perché non provare a proporre contenuti diversi? Non parliamo ovviamente di modificare il format del canale (sarebbe troppo, anche se non sarebbe sbagliato), ma almeno modificare l'offerta musicale dando, ad esempio, più spazio a generi quali il jazz, l'elettronica e anche, perché no, a generi musicali "underground". Questo perché mischiare pezzi rock contemporanei con canzoni italiane degli anni '60 non è certo sbagliato ma forse troppo simile alle decine di radio private già presenti in FM. Insomma un ripensamento della filodiffusione non sarebbe male.
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16 gennaio 2014
5 gennaio 2014
Ricevitori: Brionvega fd1101
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| Brionvega fd1101 |
Prodotto dalla Brionvega tra il 1967 e il 1970 l'fd1101 si presenta come un ricevitore in plastica compatto e maneggevole. Realizzato in diversi colori: nero, rosso, giallo. Nella parte superiore si trovano i pulsanti per i canali e l'altoparlante. Nella parte laterale le manopole del volume e del tono. Il ricevitore Brionvega si inserisce appieno nella politica di potenziamento della filodiffusione messa in atto dalla Rai, dalla SIP e dalle aziende produttrici di apparecchi ricevitori. In particolare le aziende cercarono di sviluppare un proprio design che rappresentasse le mode del tempo, sopratutto in fatto di interni. Ricordiamo che il ricevitore per filodiffusione era considerato un oggetto di arredo a tutti gli effetti.
1 gennaio 2014
Le Radio dell'Unione europea su Euroclassic Notturno
Dal 1 gennaio 2014, ogni notte, dalla mezzanotte alle due, gli ascoltatori del canale filodiffusione Rai Fd5 hanno la possibilità di ascoltare, in esclusiva, i concerti realizzati o registrati dalle radio emittenti aderenti all'EBU, Unione delle Reti Radiofoniche Europee. Si tratta di una iniziativa realizzata dalla British Broadcasting Corporation. Ogni notte quindi gli ascoltatori italiani, insieme a quelli di altri paesi europei, possono ascoltare registrazioni dal vivo provenienti dagli archivi delle emittenti radiofoniche e non presenti sul mercato su CD o altro supporto sonoro. Per consultare la programmazione nel dettaglio si può cliccare la pagina Rai dedicata ai palinsesti.
25 dicembre 2013
Ricevitori per filodiffusione, esistono ancora?
| Modelli di filodiffusori |
Questa è una domanda che molti appassionati di filodiffusione si pongono. Esistono in commercio apparecchi ricevitori per filodiffusione? La risposta è sì, ma non sono facilmente reperibili nelle grandi catene di distribuzione e si capisce il perché. Una pagina interessante è quella presente sul sito della Rai filodiffusione dove è possibile trovare (a volte corredati di manuale in pdf) modelli di ricevitori realizzati sopratutto negli anni '60. Per chiunque volesse procurarsi un ricevitore di seconda mano è sempre possibile dare uno sguardo su ebay, oppure girare nei mercatini dell'usato: si scoprono oggetti interessanti, ancora perfettamente funzionanti e di grande valore storico. Va anche ricordato che, almeno in Italia, esiste ancora un'azienda che produce apparecchi ricevitori per filodiffusione, la Alpha Electronic di Milano. A quanto è dato sapere l'azienda produce tre modelli di ricevitori.
23 dicembre 2013
Segnali test per migliorare l'ascolto
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| Ricevitore per filodiffusione |
La perfezione del suono è arrivata oggi a livelli di raffinatezza impensabili fino a qualche tempo fa. Per questo la Rai filodiffusione ha deciso di aiutare gli ascoltatori a migliorare le prestazioni dei propri impianti HiFi inviando un segnale test che permette di tarare gli apparecchi. Ecco l'articolo pubblicato dal sito della Rai il 12 dicembre 2013.
Un tempo si chiamava Alta Fedeltà, poi si è anglesizzata in Hi-Fi (High-Fidelity), adesso è divenuta Home Theater: è il suono riprodotto con fedeltà tale da far credere (ad occhi chiusi) di avere "veramente" l'orchestra davanti.
Nei decenni il mondo si è complicato: dal primo Filodiffusore Analogico con un grande altoparlante, si è passati all'apparato quello con due diffusori, poi alla ricezione da satellite, poi a quella da web, recentemente alla ricezione digitale via canale televisivo, e l'ultimissima è la Radio Digitale...
...ma, in tutti questi canali esiste un altoparlante Destro e un altoparlante Sinistro, e tutta l'elettronica deve sempre elaborare segnali elettrici che devono soddisfare certi requisiti.
Per aiutare gli ascoltatori a valutare lo stato del loro impianto, identificare canale Sinistro e canale Destro, bilanciare i due canali, Radiofd5 trasmette ogni mercoledì, alle ore 12, dei "segnali di test".
La trasmissione dura solo per due minuti, ma si tratta di un servizio sperimentale. Se sarà gradito, e se avremo richieste e suggerimenti via mail a filodiffusione@rai.it o via SMS al 347 0142371, i segnali di test potranno essere modificati, ampliati, e trasmessi in altri orari.
La sequenza di segnali è:
1 - breve introduzione musicale (la Toccata dall'Orfeo di Monteverdi;
2 - annuncio di apertura;
3 - dati digitali (durata circa 1 secondo);
4 - canale sinistro, nota fissa a 440 Hz sul canale sinistro per alcuni secondi;
5 - canale destro, nota fissa a 440 Hz sul canale destro per alcuni secondi;
6 - dati digitali (durata circa 1 secondo);
7 - bilanciamento fra i canali, nota fissa a 440 Hz su entrambi i canali per alcuni secondi;
8 - annuncio di chiusura.
La filodiffusione compie 55 anni
Il 4 gennaio 1959 cominciavano le trasmissioni regolari del servizio di filodiffusione Rai. A 55 anni dalla nascita la filodiffusione continua ad essere ricevibile nei capoluoghi di provincia "storici" fino a 5-7 Km dalle centrali Telecom connesse al servizio. Un sistema di trasmissione che oggi risulta parzialmente oscurato dallo streaming internet e che tuttavia potrebbe rappresentare una valida alternativa non solo alla trasmissione su internet ma anche a quella in FM.
Ricordiamo che il servizio di filodiffusione in Italia è garantito da due canali:
Rai Fd4 - musica leggera, pop, jazz
Rai Fd5 - musica classica, operistica
In aggiunta a questi due canali "dedicati" vi sono la ritrasmissione su filodiffusione di Radio Uno, Due e Tre.
I canali della filodiffusione: Rai Fd4
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| Logo Rai Fd4 |
Ecco come un articolo apparso il 12 aprile 2012 sul sito della Rai descrive la nuova veste del canale Fd4.
Lo storico canale della filodiffusione dedicato alla musica leggera cambia pelle e intraprende una sfida del tutto inedita nella radiofonia pubblica: proporre musica di qualità a tutto campo, 24 ore su 24, andando incontro ai gusti di una fascia ampia ed eterogenea di ascoltatori.
A dare un carattere al canale è la veste sonora creata appositamente dal musicista Roberto Dell'Era (Afterhours) per RadioFd4. L'idea, studiata per offrire una grande varietà musicale e divisa in precisi segmenti orari, è un mix che abbraccia i generi più disparati e fa incontrare gli opposti.
Su RadioFd4 coabitano i protagonisti della canzone d'autore e la galassia della musica indipendente, il grande rock e l'elettronica, i fenomeni più originali del pop e la world music, il migliore jazz e le tante facce della musica black. Lontano dai meccanismi delle major discografiche e dalle mode del sound commerciale, RadioFd4 valorizza sia i grandi veterani finiti nel dimenticatoio, sia le ultimissime uscite - quelle incentrate sulla qualità e non sui numeri del "music control" - incluse in un'originale e folta playlist di novità. Insieme alla rotazione musicale giornaliera, il canale manderà in onda programmi e format, che spazieranno dall'attualità all'approfondimento, toccando i più diversi territori e affidandosi a conduttori di talento ed esperienza.
Integrando il suo patrimonio storico con l'ampio e dinamico spettro di musica proposto, RadioFd4 costituisce un caso unico in Italia per qualità e credibilità. Finalmente un canale "all music" diretto a tutti: un'isola felice dove ognuno potrà ascoltare la musica che più lo appassiona e scoprire sempre qualcosa di nuovo.
22 dicembre 2013
Intervista sulla filodiffusione
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| Logo Rai Fd5 |
Il servizio di Filodiffusione fu istituito nel 1958 per effetto di una legge del Parlamento, con la quale si richiedeva alla RAI e alla SIP, l’allora gestore della rete telefonica, la fornitura di due canali musicali senza interruzioni pubblicitarie, oltre alla diffusione via cavo dei canali radiofonici della RAI anche nelle zone d’Italia non adeguatamente raggiunte dal segnale via etere. Dopo quasi mezzo secolo di vita e alterne vicende di crisi e sviluppo, il servizio è attivo e vitale, conta su una nutrita schiera di appassionati estimatori e guarda a un futuro in cui l’evoluzione tecnologica e la sempre più ampia diffusione della fruizione musicale lasciano intravedere scenari promettenti. La struttura RAI al cui interno trova collocazione il servizio è quella dei Canali di Pubblica Utilità, diretta da Riccardo Berti con la collaborazione e il supporto di Michela La Pietra.
Da due anni circa la cura degli aspetti artistici del palinsesto è stata affidata a Massimo Di Pinto, musicista di formazione “classica” diplomato in Pianoforte e in Direzione di coro presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, nonché direttore di vari complessi corali, fra cui il Coro Polifonico Città di Palestrina, il Coro Polifonico Capitolino e l’ensemble La Voix Humaine. In RAI dal 1984, ha ricoperto il ruolo di Consulente Musicale, poi di Archivista presso la Biblioteca musicale dell’Orchestra sinfonica di Roma, fino all’attuale qualifica di Programmista regista.
La filodiffusione dal 1958 ad oggi. Quasi cinquant’anni di storia e di cambiamenti fra continuità ed innovazione…
In effetti la storia della Filodiffusione si è sviluppata all'interno di questa dicotomia: da un lato la continuità, rappresentata da una proposta culturale in evoluzione, dall’altro la costante innovazione dei processi tecnologici, che nell’arco degli ultimi venti anni ci ha condotto dal vecchio nastro magnetico analogico alla rivoluzione del compact disc e all’attuale sistema di programmazione interamente informatizzato. Il processo evolutivo sembra non essere ancora terminato, ma già allo stato attuale le nuove possibilità offerte dalla tecnica ci hanno aperto prospettive impensabili fino a poco tempo fa: la gestione ed elaborazione digitale del suono, Internet, il satellite, tutto può contribuire in modo determinante alla diffusione e al successo di un prodotto – la Filodiffusione – che sembra non avere età.
Partiamo dal quarto canale che è dedicato alla musica leggera per approdare poi al quinto, sulla musica classica.
Proprio in questi mesi il IV canale sta attraversando una fase di totale rinnovamento, grazie ad importanti investimenti compiuti dalla RAI sugli impianti di produzione e messa in onda. Fino a qualche tempo fa la scaletta musicale era realizzata in modalità “random” (casuale) da una sorta di juke-box contenente circa cinquecento CD, e ciò rendeva praticamente impossibile l’organizzazione di un palinsesto ragionato e la sua pubblicazione in anticipo. Il nuovo impianto invece, completamente computerizzato, consente la massima flessibilità di utilizzo: ogni brano può essere dettagliatamente classificato in base a diversi parametri, e la sequenza musicale può finalmente essere organizzata per generi e fasce orarie, costituendo un vero e proprio palinsesto.
Il primo risultato tangibile di tale innovazione è stato “Round Midnight”, rubrica dedicata alla musica jazz in onda ogni sera dalle 22,30 alle 24. L’apprezzamento espresso dagli appassionati del genere è stato notevole: molti di loro hanno auspicato l’istituzione da parte nostra di un canale monotematico riservato al jazz. Questo però non avverrà, in quanto volendo tener conto delle esigenze di un pubblico vasto e variegato, preferiamo costruire a poco a poco un canale che dia spazio a diversi generi di musica leggera, con particolare riguardo a quelli di maggior pregio, come ad esempio la canzone d’autore o la musica da film. Dalla RAI ci si aspetta sempre qualcosa di diverso rispetto alle normali proposte delle emittenti radiofoniche commerciali, e non vorremmo deludere tali aspettative.
Quali sono invece i programmi più interessanti prodotti per il V canale negli ultimi mesi?
Si possono rintracciare specifici motivi di interesse in molti dei nostri programmi: io amo particolarmente la musica moderna e contemporanea, e quindi apprezzo la serie intitolata “Sillabario del Novecento”, in cui a ogni lettera dell’alfabeto corrisponde una monografia su uno degli autori più significativi del secolo scorso, così come la rubrica “Ritratti contemporanei”, interamente dedicata ai compositori italiani delle ultime generazioni. Ma sono anche consapevole di quanto i gusti del pubblico spesso si rivolgano altrove: i melomani apprezzano la rubrica “Le voci della lirica” e anche un programma di pura evasione come “Non solo Danubio”, dedicato all’opera omnia di Johann Strauss jr (domenica dalle 22.30 alle 23), incontra il favore degli ascoltatori.
Ma l’iniziativa più rilevante del 2006 è forse il programma intitolato “K come Mozart”, dedicato appunto alle celebrazioni dell’anno mozartiano...
Si è trattato di uno sforzo importante, dal punto di vista artistico e organizzativo, fortunatamente premiato dall’apprezzamento degli ascoltatori. Siamo riusciti a concentrare nell’arco di un trimestre tutte le opere sinfoniche e cameristiche di Mozart in un contenitore quotidiano della durata di circa due ore, mentre le opere teatrali, trasmesse nei primi tre venerdì del mese, hanno occupato l’intero primo semestre del 2006. L’impegno maggiore è stato profuso nella scelta delle interpretazioni, alternando produzioni di rilevanza storica alle più recenti letture filologiche, e nella composizione dei programmi, che non hanno seguito criteri cronologici o di genere, ma sono stati improntati ad un principio di varietà. Ed è stato appassionante accostarci ogni giorno a capolavori immensi o a pagine “minori” ma in ogni caso di pregevole fattura, scandagliando fin nei minimi recessi un corpus compositivo senza eguali. Il successo dell’iniziativa ci ha indotto ha replicare il ciclo trimestrale per l’intero 2006, mentre le opere teatrali sono riproposte il mercoledì da luglio a dicembre.
Quanti ascoltatori avete mediamente al giorno?
È difficile stabilirlo con precisione, soprattutto perché i nostri due canali non sono soggetti ad alcun tipo di rilevamento Auditel. Inoltre, i programmi FD possono essere ricevuti con diverse modalità, alcune delle quali totalmente incontrollabili dal punto di vista quantitativo degli ascolti. L’unico dato certo è quello relativo agli abbonati Telecom (circa 170.000), ma la maggior parte degli utenti ci ascolta in modulazione di frequenza (nelle città di Roma, Milano, Torino e Napoli) oppure attraverso il satellite, Internet o il digitale terrestre. Possiamo solo ipotizzare, sulla base di proiezioni statistiche in nostro possesso, che il numero medio di contatti quotidiani all’ascolto si aggiri sul milione.
Come si costruisce un palinsesto tipo?
Nella costruzione del palinsesto cerco di ispirarmi soprattutto ad un principio di varietà, seguendo criteri simili a quelli rispettati da uno chef (se mi si consente il paragone), che debba elaborare il menù giornaliero di un grande ristorante: coerenza, stile, cura dei particolari, equilibrio tra novità e tradizione, e per l’appunto, varietà. L’obiettivo primario è quello di accontentare un po’ tutti i gusti, offrendo con discrezione la possibilità di provare “piatti” inconsueti alternati a proposte più tradizionali e di largo apprezzamento.
Nel corso della giornata riservo quindi ampio spazio ai generi musicali più amati dal pubblico: opera lirica, musica sinfonica e cameristica, repertorio classico e romantico. Mi piace dedicare brevi e significativi programmi al canto gregoriano (“Cantus planus”), alla musica medioevale e rinascimentale (“Dal codice di…” e “Cantate ninfe”), così come alle più recenti sperimentazioni (“Ritratti contemporanei”) e alla musica elettronica (“Elettromusica”), a quella per banda (“Musica, maestro!”), ma anche al folklore (“Suoni dal mondo”), alla commedia musicale (“Musical on stage”), alla musica da film (“35 mm”), fino ai generi confinanti con il jazz o la musica leggera (“Contaminazioni”).
Fortunatamente, grazie ai sondaggi periodicamente inseriti nel nostro sito Internet e alle richieste che costantemente ci giungono con ogni mezzo, riusciamo a mantenere un buon feedback con gli ascoltatori.
A proposito del vostro sito, avete in mente dei cambiamenti?
Il nostro portale http://www.radio.rai.it/filodiffusione/index.cfm è attualmente uno dei più visitati fra tutti quelli delle strutture RAI, soprattutto in virtù del fatto che in esso è possibile conoscere, con diversi giorni di anticipo e con un elevato livello di dettagli, l’intera programmazione del V canale alla pagina http://www.radio.rai.it/filodiffusione/auditorium/palinsesto.cfm
Inoltre offriamo ai nostri visitatori schede musicologiche relative ai programmi più significativi, biografie di autori ed interpreti, recensioni, segnalazioni di festival e molto altro. Da qualche giorno inoltre è visibile la playlist quotidiana del IV canale alla pagina http://www.radio.rai.it/filodiffusione/4canale/palinsesto.cfm, novità questa molto apprezzata dagli appassionati di musica leggera.
Nei principali motori di ricerca le nostre pagine vengono spesso evidenziate per la loro elevata aderenza alla richiesta, e questo è dovuto sia all’approfondimento dei temi trattati che al loro costante aggiornamento. La home page è tradotta in quattordici lingue e ciò, unito alla possibilità di poter ascoltare online i nostri programmi, ci ha donato una visibilità a livello mondiale veramente sorprendente. Anche la sezione dedicata all’accessibilità è assai curata e, grazie ad essa, portatori di handicap o persone con scarsa dimestichezza informatica possono consultare agevolmente le nostre pagine. Tuttavia, questo autunno (cioè a circa tre anni e mezzo dalla sua nascita) il sito subirà una notevole operazione di restyling, sia per gli aspetti grafici che strutturali, al fine di consentirci maggiore flessibilità e completezza informativa.
In conclusione, quali sono i vostri obiettivi principali?
La filodiffusione, a mio avviso, dovrebbe svolgere (e in buona parte già svolge) una triplice funzione, più evoluta rispetto alla semplice fornitura di una colonna musicale continua e in linea con lo spirito più autentico di servizio pubblico: divulgare, intrattenere, approfondire. In altri termini, contribuire alla diffusione della cultura musicale a tutti i livelli. Proprio in questo momento stiamo lavorando ad una radicale riorganizzazione del palinsesto, differenziando le tipologie di ascolto in base alle competenze e ai livelli di attenzione dell'ascoltatore medio, nelle varie ore della giornata. Stiamo quindi producendo nuovi programmi di carattere divulgativo e di breve durata, idonei anche ad un pubblico non abituato all'ascolto della musica classica, da alternare con programmi di maggiore caratura, adatti ad ascoltatori più esperti e comunque concepiti per accompagnare con discrezione lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Le proposte più raffinate e di maggior impegno culturale resteranno collocate, come già ora, nella fascia serale e notturna, partendo dal presupposto che il melomane, il musicologo e l'addetto ai lavori possano cercare (e trovare) nel V canale l'occasione per affinare ed approfondire le loro conoscenze in orari in cui la maggior parte del pubblico dedica la propria attenzione all'intrattenimento televisivo.
Ovviamente si rischia sempre di scontentare qualcuno, ma le eccezioni ci fanno comprendere meglio quali siano i criteri migliori da adottare come regola!
Intervista di Daiana Paoli a Massimo Di Pinto, pubblicata su Biblio-Net Musica Classica (17/09/2006).
Abbonarsi
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| Ricevitore per filodiffusione |
Ecco quanto riportato dal sito della Rai per quanto riguarda l'abbonamento ai servizi di filodiffusione: La Filodiffusione Analogica nasce nel 1958 (le trasmissioni ufficiali sono iniziate il 4 gennaio 1959) quando viene offerta agli ascoltatori la possibilità di ricevere dei programmi musicali con larghezza di banda fino a 7 kHz tramite il collegamento del telefono abbonandosi alla (oggi) Telecom Italia. Il servizio di Filodiffusione Analogica è ancora oggi mantenuto attivo da Telecom Italia. Utenti privati possono richiedere nuovi abbonamenti al 187 (per utenti privati), ed è dovuto solo il canone Telecom di 2,08 euro l'anno; ovviamente si deve essere in regola con la Tassa di Possesso di apparecchi radiotelevisivi. Utenti con diffusione in luogo aperto al pubblico possono richiedere nuovi abbonamenti all'Ufficio Telecom che li gestisce, ed è dovuto non solo il canone Telecom di 2,08 euro l'anno, ma anche un Abbonamento Speciale (vedi www.abbonamenti.rai.it ) e la SIAE.
La Filodiffusione serve solo i “vecchi” capoluoghi di Provincia, e solo utenze entro 5-7 km dalle Centrali a suo tempo connesse. Pertanto per nuovi allacci la Telecom deve effettuare una valutazione di fattibilità tecnica. Se si è abbonati, per il servizio fisso, ad un altro provider, non è possibile ricevere la Filodiffusione Analogica. Non è possibile disporre contemporaneamente ADSL e Filodiffusione (come spiegato nelle FAQ ); chi volesse disporre di ADSL ascoltando però contemporaneamente la Filodiffusione Analogica dovrà richiedere a Telecom una seconda linea telefonica e chiedere poi su di essa l'ADSL. Tuttavia chi dispone di collegamento ADSL può continuare ad ascoltare la Filodiffusione (solo un canale per volta) tramite il web, collegandosi al sito della Filodiffusione e www.radiofd5.rai.it e attivando l'ascolto on line. La qualità dell'ascolto non sarà la stessa dell'Analogico e forse si avranno problemi di connessione, e l'ascoltatore dovrà comunque tenere il PC sempre acceso.
L'acquisto del ricevitore per Filodiffusione Analogica è a cura e carico del neo-abbonato; va acquistato soltanto “dopo” la comunicazione di Telecom di avvenuta attivazione del servizio. Per quanto ci consta attualmente esistono in Italia tre fabbricanti che costruiscono e vendono (in genere via pacco contrassegno, poiché nei negozi è quasi impossibile trovarli) ricevitori per Filodiffusione Analogica. Esistono modelli collegabili anche ad un complesso stereofonico, modelli incassabili nel muro, e modelli tipo radiosveglia. Con il servizio attivato si possono ricevere in casa i sei canali della Filodiffusione; i primi tre attualmente diffondono i programmi delle reti radiofoniche RAI (RadioUno Onda Media, RadioDue e RadioTre) mentre il IV Canale trasmette 18 ore al giorno per 365 giorni l'anno Radiofd4 (musica leggera) e il V Canale trasmette Radiofd5, (musica classica).
Il sesto canale è attualmente utilizzato per rendere stereo il V Canale (la Filodiffusione Analogica via cavo è infatti monofonica); generalmente sui ricevitori più moderni non compare il comando di selezione separato, poiché viene associato al quinto automaticamente quando si sceglie il canale. Se il ricevitore lo prevede, è possibile inserire l'uscita audio del Filodiffusore dentro altri apparati audio sia per amplificarla, sia per diffonderla dentro più locali (sono in commercio distributori e diffusori di segnali audio che qualunque buon elettricista può collegare).
Un pò di storia
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| Pubblicità dei ricevitori per filodiffusione |
La filodiffusione viene istituita nel 1958. La Rai aveva intenzione di offrire un servizio di trasmissioni che fosse esente da disturbi ambientali, come accadeva spesso per la banda AM. Da ricordare inoltre che la band in FM non era ancora attiva. Per avviare il servizio la Rai stipula un accordo con l'allora SIP. Le prime città fornite dal servizio di filodiffusione nel 1958 sono Roma, Milano, Torino e Napoli. Le trasmissioni cominciano ad avere regolarità nel gennaio 1959. Ecco come il Radiocorriere dell'epoca descriveva la filodiffusione: "La Filodiffusione consiste nel trasmettere dei segnali acustici da un impianto trasmittente a diversi impianti riceventi per mezzo di radio onde convogliate da una rete di fili che esiste ormai in ogni città e che costituisce la rete telefonica urbana. I trasmettitori della Filodiffusione funzionano nella banda delle onde lunghe e, per ascoltare i programmi, occorre ricorrere a un apparecchio ricevente che venga collegato al filtro inserito all'arrivo della linea telefonica e utilizzare un apposito adattatore-rivelatore già provvisto di tasti per la ricezione dei 6 canali della Filodiffusione.
Proprio per i vantaggi su indicati il sistema di trasmissione è ormai molto diffuso all'estero: 300.000 utenti in Svizzera, oltre un milione in Inghilterra, circa 500.000 in Olanda, ecc."
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| Pubblicità filodiffusione |
Sebbene non ai livelli della radio in AM (e poi in FM), tuttavia la filodiffusione vede crescere i propri abbonati durante gli anni '60, fino ad arrivare agli oltre 500.000 degli anni '80. Lo sviluppo della filodiffusione è anche legato al fatto che molti degli abbonati erano alberghi, ristoranti, bar e locali pubblici che sceglievano questo sistema per offrire ai propri clienti un ascolto di prima qualità. I canali disponibili erano in tutto sei. I primi tre canali dedicati alla ritrasmissioni di Radio Uno, Due e Tre; mente il canale 4 era dedicato alla musica leggera (chiamato anche Leggera), il 5 alla musica classica (chiamato anche Auditorium) e il 6 agli eventi speciali. Con lo sviluppo e l'ammodernamento delle linee telefoniche cresce anche la filodiffusione che si estende su tutto il territorio nazionale. Nel 1974 le trasmissioni del 5 e 6 canale (raggruppati poi nel solo canale Auditorium) vengono irradiate anche in FM a Milano, Roma, Torino e Napoli (a cui si aggoinge anche Ancona). Questi canali sono ancora oggi trasmessi nelle città citate.
Dal 1997 la filodiffusione inizia le trasmissioni in DAB e dal 1999 via internet. Nel complesso oggi la filodiffusione è ascoltabile, oltre che con i ricevitori appositi, anche su internet, via satellite, in FM (in alcune città) e sul digitale terrestre Rai.
Non vi sono dati certi su quanti siano effettivamente gli abbonati ai servizi di filodiffusione Rai, si potrebbero stimare intorno ai 170/150 mila. Ovviamente poiché l'ascolto dei canali della filodiffusione è possibile anche su internet, gli ascoltatori e gli appassionati sono molti di più degli abbonati.
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